| Cosa
si è inteso realizzare con questo parco?
Sostanzialmente, attraverso l'istituzione del CHM si
è proposto, insieme alla creazione dell'area
umida alla foce del Tevere, di realizzare una struttura
che guidi il visitatore ad un contatto il più possibile
diretto con gli ambienti di fascia costiera mediterranei
(macchia mediterranea, vegetazione della duna, stagni
costieri...), e lo introduca, tramite l'esposizione
dei concetti di ecologia e biodiversità, alla comprensione
dei meccanismi che regolano l'ambiente naturale.
Per riuscirci, il CHM è stato progettato come due aree
diverse, accostate e integrate. La prima, più ampia,
è una ricostruzione ambientale di una grande
laguna mediterranea, con ambienti umidi a diversa salinità,
intervallati da dune e macchia mediterranea. Impostata
come un'oasi, è dedicata principalmente alla conservazione.
La seconda è un'area "artificiale", con un centro
anatidi, un centro visite, nel quale vengono realizzate
mostre e attività didattiche altamente tecnologiche,
una ludoteca naturalistica all'aperto, strutture fisse
per uccelli non reintroducibili in natura, stagni didattici,
percorsi con piante aromatiche per non vedenti e una
struttura dedicata ad anfibi e rettili, indirizzata
a fini scientifici, educativi e conservazionistici.
Dopo gli impegnativi lavori di bonifica dell'area (ridotta
ad una vera e propria discarica a cielo aperto) e di
demolizione dei manufatti abusivi (in via di completamento),
la laguna mediterranea è stata interamente realizzata
e numerose specie di uccelli
(204 specie censite al 2008), hanno fatto la loro comparsa
(sono state osservati, tra cui alcuni davvero rari,
il Gabbiano corso, l'Airone guardabuoi,
la Sgarza ciuffetto, la Pernice di mare,
il Cavaliere d'Italia, l'Egretta intermedia,
Falco pescatore ecc.).
La vegetazione ha colonizzato la nuova laguna e l'area
circostante ed è così che canna palustre, tifa,
gaggiolo d'acqua, miriofillo, pancrazio
regalano colori e luoghi di rifugio agli animali.
L'area, sin dall'inizio, è sempre stata un cantiere
"aperto", disponibile ad accogliere (in maniera controllata)
le visite di scolaresche, studenti, professori, giornalisti,
cittadini o semplici curiosi, uniti dal desiderio di
conoscere il progetto che ha ricostruito un prezioso
ambiente naturale praticamente dentro la città e che
ha visto aprire i battenti nella sua prima fase nella
primavera del 2001.
Con la realizzazione del CHM abbiamo la possibilità
di contattare migliaia di persone ogni anno, che, magari
entrate per curiosità o per osservare gli animali liberi
nel loro ambiente, usciranno con una maggiore consapevolezza
dei problemi che l'uomo provoca all'ambiente.
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