Purificatori dell’aria: guida all’acquisto

Ogni stagione dell’anno porta con sé problemi diversi d’inquinamento e l’aria che respiriamo non si esime da questo concetto: con l’inverno per esempio, si ha la tendenza di tenere chiuse le finestre per mantenere il calore degli appartamenti in cui viviamo contribuendo alla formazione di quello che gergalmente definiamo aria viziata.

Senza un buon riciclo dell’aria arieggiando le stanze infatti, polvere, fumo di sigaretta e la stessa produzione di anidride carbonica del nostro corpo influiscono a rendere meno buona l’aria che respiriamo. Purtroppo però il riciclo d’aria tenendo costantemente le finestre aperte influisce negativamente non solo sulla bolletta del gas ma soprattutto anche sull’ emissione di polveri sottili nell’ambiente dagli impianti di riscaldamento responsabili dell’inquinamento atmosferico.

La bella stagione però non è da meno in quanto pollini e altre sostanze volatili possono inquinare l’aria che respiriamo delle nostre case creando non pochi problemi per chi ad esempio è allergico o comunque soffre di malattie respiratorie. Allora come fare? L’uso di
purificatori dell’aria possono renderci la vita più facile ma soprattutto sana permettendoci di respirare un’aria migliore.

Cosa può fare un purificatore dell’aria.

Basti pensare al fatto che, contrariamente a quanto si possa pensare, l’aria di casa è decisamente più inquinata e quindi dannosa per la salute che quella esterna. Gli agenti inquinanti che maggiormente influiscono negativamente sulla salute degli esseri viventi sono divisibili in due grandi categorie:

1) I COV che sono dei composti organici con la particolarità di essere volatili

2) PM o particulate matter che non sono altro che sostanze sospese nell’aria molto piccole prodotte sia da fonti naturali che da fonti artificiali come le industrie.

Proprio quest’ultime sono responsabili di diverse malattie respiratorie nell’uomo in particolare le affezioni di natura infiammatoria delle alte vie aeree e le malattie immunologiche come le bronchiti asmatiche e l’asma.

L’uso di purificatori dell’aria possono essere d’aiuto per i malati affetti da tali patologie in quanto attraverso l’uso di filtri detti Hepa rendono l’aria di casa più respirabile e meno contaminata dalle sostanze PM.

Da una ricerca condotta da Altroconsumo nel 2019 sui purificatori d’aria e sul reale beneficio che possono avere sulla salute delle persone che ne fanno uso, è stato dimostrato che, pur non essendo in grado di prevenire le malattie respiratorie nelle persone sane è in grado di giovare sulla qualità di vita delle persone affette da patologie respiratorie in particolare in quei soggetti allergici alle sostanze inalatorie come pollini, acari della polvere, muffe e così via. In generale, anche sui siti internet specializzati sull’argomento, per citarne uno, MigliorPurificatorearia.it, il quale risulta essere tra i più esaustivi sull’argomento ed è consultabile alla pagina www.migliorpurificatorearia.it, gli stessi venditori e produttori concordano nel dire che i principali destinatari dei purificatori d’aria sono soprattutto le persone affette da allergie o da malattie respiratorie croniche.

Come funziona un purificatore dell’aria.
Un purificatore d’aria è un elettrodomestico che simula l’effetto del ricambio d’aria nella nostra casa attraverso dei componenti filtranti in grado di trattenere le sostanze nocive disperse e di un sistema di ventilazione che permette di aspirare l’aria “sporca” per rimetterla in circolazione “ripulita”.
Un’arma sicuramente efficace contro i cattivi odori, la polvere, gli acari, i pollini ma anche nei confronti di quelle sostanze che possono essere molto pericolose per la salute umana quali i cov (composti organici volatili).

Sono tra le principali fonti d’inquinamento domestico in quanto alcuni composti chimici che costituiscono vernici e solventi di cui sono rivestiti mobili, oggetti, pavimenti in legno vengono rilasciati in piccole quantità nell’ambiente domestico. La più temuta è la forma aldeide che ha effetto cancerogeno sull’organismo umano. Un buon purificatore d’aria deve avere, oltre al tradizionale filtro anti-polvere, anche il filtro Hepa in grado di trattenere particelle sospese microscopiche (polvere, acari, pollini e batteri) ; i più efficienti sono in grado di trattenere particelle fino a 0,01 micrometri come i virus.

Il filtro a Carbone attivo invece aiuta a ripulire l’aria dai cattivi odori ma anche dal fumo di sigaretta.

Per concludere, meglio precisare l’inefficacia dei purificatori d’aria per quanto riguarda la pandemia da Coronavirus e la sua diffusione. Un filtro Hepa come abbiamo detto è in grado di catturare i virus quindi anche quello del Covid-19. Purtroppo il purificatore d’aria può fare ben poco però per contenere il rischio di contagio.

Come è ben noto non avviene per trasmissione aerea ma dal contatto con le mucose con goccioline di aerosol contenenti particelle di virus. Il soggetto infetto infatti tossendo, ad esempio, espelle queste goccioline che però tendono a cadere rapidamente a terra andando ad infettare gli oggetti circostanti ad una distanza di uno o due metri perciò non “catturabile” dal filtro del purificatore e quindi inefficace nel controllo del contagio e la sua diffusione.

Classi energetiche lavatrici: cosa sapere

A partire dal 1 marzo 2021, come da disposizioni dell'Unione Europea, entreranno in vigore nuove etichette relative a 5 gruppi di apparecchi per uso domestico: lavastoviglie, lavatrici e lavasciuga, frigoriferi (inclusi le cantinette), lampade, display elettronici (invi compresi i televisori, i monitor, i pannelli digitali); in questa occasione sarà lanciata una campagna informativa ad-hoc a beneficio di tutti i cittadini dell'Unione. Le nuove etichette, più intuitive, manterranno la suddivisione in classi energetiche: dalla A alla G, ma introdurranno l'utilizzo del codice QR, la cui scansione permetterà ai consumatori di conoscere specifiche ulteriori del modello di loro interesse, leggibili dal direttamente dal proprio smartphone. Grazie a questa novità acquistare una moderna lavatrice ad alta efficienza energetica sarà per tutti ancora più facile.

 

Come leggere al meglio l'etichetta di una lavatrice ad alta efficienza energetica

In attesa che entrino in vigore le nuove disposizioni, oggi, il consumatore che acquista una nuova lavatrice ad alta efficienza energetica, quasi sempre in classe A+++, A++, A+, si trova dinnanzi a un'etichetta da cui ricavare una serie d'informazioni preziosissime:

  • in alto a sinistra è presente il logo dell'UE, che testimonia la conformità dell'apparecchio alle norme vigenti all'interno dell'Unione Europea
  • immediatamente sotto si nota la marca e il modello della lavatrice in questione (ivi compresa la serie di fabbricazione)
  • sulla destra sarà poi visibile una lettera, bianca su sfondo nero, che indica la classe di appartenenza della lavatrice: A+++, A++, A+; oggigiorno è difficile che i nuovi modelli scendano al di sotto della classe A. L'etichetta prevede, sul lato sinistro, anche una sorta di "legenda" un sistema di colori, diversi per ogni lettera, che indicano la classe dell'elettrodomestico; bisognerà prestare sempre e comunque attenzione solo alla lettera evidenziata.
  • più in basso vengono indicati in consumi energetici in termini di KWH riferito ad una media annuale di 220 cicli di lavaggio. E' evidente che questi riferimenti possono variare sensibilmente in base all'utilizzo che ciascuna famiglia fa dell'elettrodomestico e vanno considerati unicamente come parametri indicativi.
  • in basso a sinistra è riportato anche il consumo idrico annuo, considerando che, attualmente per una moderna lavatrice dalla capienza di 5kg, il dispendio di acqua si aggira attorno ai 40-50 litri per lavaggio
  • sempre sul lato destro ma più in basso troviamo l'indicazione del carico massimo sostenuto dall'elettrodomestico: solitamente compreso dai 5 al 10 kg (raramente 12 kg). E' importante ricordare che i valori indicati si riferiscono ad un carico massimo globale ma potrebbe succedere che uno specifico programma preveda l'inserimento di una minor quantità d'indumenti. Ad esempio una lavatrice con carico max 8 kg potrebbe accettarne solo 5 per il programma lavaggio a mano/delicati per garantire un'ottima qualità di lavaggio.
  • ulteriori parametri riportati in basso in etichetta riguardano le classi di efficienza dalla centrifuga nonché il livello di rumorosità della lavatrice, misurati in decibel, nelle diverse fasi di lavaggio e centrifuga.

 

Acquistare online una nuova lavatrice ad alta efficienza energetica

Online esistono numerosi portali di elettronica in cui è possibile scegliere uno degli ultimi modelli di lavatrice ad alta efficienza energetica approfittando di un'ampia gamma di versioni e prezzi. Le più economiche sono quelle di capienza minima, da 5 kg, adatte per single e coppie, ma ultimamente quasi tutti i modelli più diffusi prevedono carichi massimi di 7 – 8 o 9 kg; chi volesse un modello capiente, ad esempio, potrà fare una ricerca digitando lavatrice 9 kg amazon e verificare i relativi consumi anche in relazione al rapporto qualità-prezzo. Le lavatrici più capienti possono adattarsi a qualsiasi tipologia di clientela e sono in grado di evolvesi ed assecondare le mutate esigenze familiari nel corso del tempo. Nell'acquisto online, a differenza di quanto accade in negozio, bisognerà prestare attenzione ad alcuni fattori chiave che possono aumentare il prezzo della lavatrice, anche di molto:

  • spese di consegna verificando eventuali sovrapprezzi per consegna al piano ed installazione
  • spese per il ritiro della vecchia lavatrice che dovrà essere smaltita come da normativa vigente (quasi sempre questo servizio è gratuito ma è bene verificare)
  • coperture assicurative in caso di guasti in termini di durata dell'assicurazione di base, di solito 2 anni, e la possibilità di sottoscrivere, solitamente a pagamento, un'assicurazione integrativa.
  • nel caso di pagamento rateale eventuali costi d'istruttoria e spese d'incasso rata

Fatti i dovuti conti sarà possibile comparare efficacemente un eventuale acquisto online con quello tradizionale in negozio, e verificare la soluzione più conveniente sia in termini di prezzo che di assistenza post-vendita.

 

 

 

Il prato: come sceglierlo e come prendersene cura

Facile dire Prato! Elemento presente da sempre nei nostri ricordi durante lunghe passeggiate all’aperto o i giochi a casa dei nonni, ma non tutti i prati sono uguali. Analizziamo le differenze delle principali tipologie.

ALCUNE TIPOLOGIE:

Da veri italiani, abbiamo nel cuore il rettangolo verde che ogni settimana ci tiene incollati per 90 minuti, il prato sportivo.
Non tutti sanno che la tipologia di erba utilizzata per il prato sportivo appartiene alle famiglie delle graminacee o delle leguminose, le stesse utilizzate anche per i prati da pascolo.

Questa non è una scelta casuale, ma dettata dalle esigenze di un manto resistente, ma soffice. Il prato sportivo viene sottoposto a standard di sicurezza. Dove non è possibile utilizzare il prato sportivo, questo viene sostituito dal prato in erba sintetica, che comunque prevede una manutenzione effettuata da professionisti per garantire sempre un risultato il più simile possibile ad un vero prato, poiché soggetto ad esempio a scoloritura (subendo l’aggressione dei raggi UVA) oppure al danneggiamento da usura.

Il prato ornamentale più famoso per antonomasia è il prato all’inglese. Colore brillante, consistenza morbida e molto folto.
È quasi certamente il più elegante di tutti, ma necessita di molte cure affinché possa risplendere in tutto il suo splendore. Non è adatto a tutti i terreni, infatti non ama quelli aridi, ma predilige quelli umidi (come suggerito anche dal nome).

Per chi non ama il convenzionale ed ha poco tempo per fare manutenzione, ma vuole comunque colpire con un prato decorativo, consigliamo la dicondra.
Erba a foglia larga e rotondeggiante, si insedia con qualche difficoltà ma non necessita di abbonanti dosi di acqua né di essere tagliata, di fatti mantiene una altezza media di 4 centimetri. La Dicondra è presente in due colorazioni differenti, verde acceso oppure con sfumature argentee (Dicondra Argentea).

Valida alternativa alla dicondra, vi segnaliamo il trifoglio nano, manto erboso che in primavera è cosparso di fiorellini bianchi. Ha bisogno di poca manutenzione e si adatta ad ogni tipo di terreno.

Non ha bisogno di alcun tipo di manutenzione invece, il prato rustico.
Adatto per gli spazi verdi cittadini o per le piste da sci (durante il periodo estivo), il prato rustico è esteticamente poco gradevole, dalle sembianze quasi selvatiche ma estremamente robusta e resistente a qualsiasi terreno o temperature. Utile per rinforzare terreni a rischio frana o dissestati.

Avete un giardino o un prato che è perennemente in ombra o illuminato per poche ore al giorno?

Nessun Problema!

Non ci crederete, ma è possibile anche avere un bel prato, anche in ombra. Per un buon risultato, consigliamo l’utilizzo della Festuca Rubra o Rossa, adatta a terreni che ricevono anche meno di due ore al giorno di luce. Oltretutto ha bisogno di poca acqua e poca manutenzione.

REALIZZAZIONE E MANUTENZIONE:

Per quanto riguarda la realizzazione e la manutenzione di un prato, si può ricorrere al fai da te (se si ha molto tempo ed esperienza con gli attrezzi del mestiere), altrimenti è consigliabile farsi guidare da professionisti del settore, sia per la scelta del tipo di prato, sia per la manutenzione programmata e non.

Purtroppo se non si ha il pollice verde è facile commettere errori che possono compromettere il duro lavoro fatto in precedenza per la preparazione del terreno e per la semina.

Il prato è il risultato finale di una azione di concerto che parte dalla preparazione del terreno, arieggiamento della terra, semina e monitoraggio costante dell’andatura della semina.

E’ facile quindi capire la soddisfazione di vedere spuntare i primi fili di erba verde e forte dopo il tanto lavoro e sforzo profuso.

Per comprendere tutto il mondo dietro alla sola potatura dell’erba, potete dare un’occhiata ad esempio a questo articolo, che ben raggruppa le varie tipologie di potatura erba e siepi.

Per maggiori informazioni o approfondimenti visitate il sito https://www.verde2000srl.com/servizi/taglio-prati-e-potatura-siepi-e-piante

Insomma, qualunque sia la vostra tipologia di prato scelta o preferita, vi auguriamo di avere l’erba più bella di tutto il vicinato.

La finestra nell’arte

Il percorso artistico del 1900 è stato caratterizzato da numerose tappe, le quali hanno segnato la crescente eliminazione dei canoni fondamentali della pittura tradizionale (verosomiglianza, uso matematico della prospettiva, fedeltà plastica e coloristica). Dall’Impressionismo in poi però, la storia dell’arte ha progressivamente rinnegato questi canoni, portando sempre più alla luce la ricerca pittorica finalizzata ad esplorare territori che, fino a quel momento, sembravano posti al di fuori delle regole. Nei quadri di Picasso, per esempio, l’oggetto viene rappresentato da una molteplicità di punti di vista, così da ottenere una rappresentazione «totale» dell’oggetto. Nell’opera  “La table devant la fenetre” (1919), una natura morta,Picasso esplora  la rappresentazione di un tavolino di fronte una finestra, la quale è accoppiata con un assortimento di oggetti tra i quali non manca mai la chitarra. Al contrario delle nature morte eseguite prima del 1919, rese in ambienti chiusi, , in questa serie invece compare il tema della finestra, elemento che appartiene a una lunga tradizione di teoria pittorica e che si configura come la metafora della pittura stessa. All’interno di questo clima culturale la finestra compare spesso, perché allusiva di una liberà espressiva nuova.

Finestre futuriste

Nel dipinto “La strada entra nella casa” del  pittore futurista Umberto Boccioni, l’artista ritrae una donna di spalle, poggiata alla ringhiera di un balcone che sfocia in una bizzarra città. La vista che si apre da tale postazione mostra una fitta serie di edifici, una strada sulla sinistra e dei cantieri nella parte centrale del dipinto. Il quadro venne esposto alla primissima mostra parigina  del 1912 e, i pittori che presentarono le loro opere, tra cui Boccioni, scrissero in questa occasione una prefazione in cui puntualizzarono i concetti già espressi nei manifesti precedenti del movimento di appartenenza e definirono la loro opera “pittura degli stati d’animo”. Lo stato d’animo è dunque rintracciabile in quest’opera come in altre il fulcro della concezione della pittura boccioniana. Boccioni ha scoperto che la “vera realtà è la sensazione”, unica cosa di cui può essere certo e unica esperienza del mondo esterno che può avere.

La propria finestra

Ognuno di noi vede il mondo da un punto di vista e, quello di cui si fruisce dalla finestra di casa propria, molto spesso corrisponde con un bel paesaggio. Aep-infissi potrà abbellire e arricchire le finestre della propria casa contribuendo ad un’esperienza visiva motivata dal gusto estetico. Aep si occupa di infissi a Roma, ma voi dovete occuparvi di capire cosa trovare al di là dell’infisso e della finestra. Una riflessione accompagnata dai raggi del sole non guasta ma, soprattutto se si è ad un piano alto e la vista è accompagnata dal vento della natura.

Prefabbricati in cemento armato: gli step da seguire

prefabbricati in cemento armato sono diventati soluzioni sempre più gettonate sia per uso abitativo che industriale per la velocità di realizzazione e per i costi decisamente ridotti rispetto ad un edificio tradizionale. La qualità e la resa delle prestazioni sono identiche alle normali abitazioni e per questo motivo i prefabbricati stanno trovando un utilizzo sempre più ampio e diffuso. Per individuare il prefabbricato più indicato in base alle proprie esigenze bisogna fare una lunga serie di valutazioni che riguardano la tipologia della struttura ed anche il luogo dove sarà collocato. I prefabbricati vengono costruiti in un luogo apposito per poi essere trasferiti sul sito dove sorgeranno, quindi è necessario monitorare la zona e la tipologia di terrenoABC Costruzioni, azienda specializzata in case prefabbricate a Udine, ci dirà di più a riguardo. 

La zona in cui sorgerà il prefabbricato potrebbe presentare una conformazione più complessa oppure essere ad alta sismicità, caratteristiche che rendono più difficoltosa la costruzione di un edificio e che di conseguenza aumenterebbero sensibilmente i costi finali. La stessa valutazione va fatta per il terreno, la cui tipologia può facilitare o al contrario rendere più difficoltosa la costruzione del prefabbricato. Altre valutazioni che incidono sul prezzo finale sono la tempistica ed il luogo di consegna, i livelli di finitura, la grandezza ed eventuali servizi di produzione aggiuntiva. Per avere una panoramica generale del costo finale è consigliabile richiedere 2-3 preventivi alle aziende di zona per poi scegliere quello più vantaggioso da un punto di vista del rapporto qualità/prezzo. Molte aziende offrono la soluzione "chiavi in mano" che mantiene il prezzo inalterato anche se dovessero verificarsi criticità in corso d'opera.

Un altro step fondamentale riguarda la scelta del prefabbricato disponibile in 3 tipologie: in cemento leggero, in cemento pesante e industriale.

prefabbricati in cemento leggero usano un particolare "cemento alleggerito" che risulta più facile da plasmare secondo le specifiche esigenze del cliente e quindi adatti soprattutto ad un utilizzo abitativo. I prefabbricati in cemento pesante sono costruiti in calcestruzzo e dispongono degli impianti elettrici ed idraulici già all'interno delle pareti. Infine ci sono i prefabbricati industriali realizzati in calcestruzzo che non offrono grandi spunti estetici poiché sono destinati ad un utilizzo industriale e commerciale quindi danno priorità alla praticità ed alla funzionalità.

Un ultimo aspetto da considerare riguarda la qualità e la quantità dei materiali che naturalmente incidono sul costo finale. I prefabbricati in cemento armato sono composti da inerti (ghiaia e sabbia), cemento e l'acqua dove vengono annegate le armature in tondini d'acciaio. É consigliabile spendere qualcosa in più per materiali di qualità garantendosi così prestazioni migliori ed una maggiore longevità del prefabbricato.

Le porte interne: un prezioso elemento d’arredo

Di quanti elementi è costruita una casa – e quanto sono tutti importanti nel renderla bella e confortevole per chi vi abita! Elementi costruttivi ed elementi decorativi: scelte di colori, scelte di materiali, illuminotecnica… tutti piccoli pezzi che fanno in modo che un’abitazione possa divenire effettivamente “casa”. E fra questi è purtroppo spesso sottovalutato, senza un effettivo motivo, un fattore importantissimo, che unisce aspetti funzionali ed estetici: quello delle porte in legno.

Se infatti l’evoluzione tecnologica, con quella del gusto e del design, ha diffuso nell’arredo svariati altri materiali, parecchi dei quali hanno conquistato grande notorietà, è comunque vero che nessuno di questi è riuscito a sottrarre al legno la sua situazione preferenziale come materiale per le porte di buon livello. Per arredatori e architetti, le scelte legate alle porte sono moltissime, se preferirle a battente o scorrevoli, quale colore e finitura dare, se inserire vetrate artistiche: ma a non essere mai in dubbio è la regola che non ci siano materiali migliori, per estetica e qualità, del legno, di qualsiasi essenza, per costruire una buona porta interna.

Se tanta scrupolosità viene giustamente data quindi alla selezione accurata di ogni aspetto del proprio arredo, quindi, altrettanta è giusto darne alla selezione delle proprie porte interne. I criteri applicabili sono molti e diversi, come per tutti gli altri aspetti dell’arredamento di una casa; affidandosi però al giudizio e all’esperienza di chi si occupa ogni giorno di porte da un punto di vista professionale, se ne possono identificare alcuni obiettivi, che possono fungere validamente da base per una scelta intelligente e ragionata: sono basati su una analisi precisa di cosa sia una porta, per stabilirne le caratteristiche che possono dettarne l’eccellenza.

Partiamo dal presupposto che, come prima cosa, una porta sia un elemento d’arredo che, a differenza di altri, si ripete identico, sovente in parecchi esemplari, all’interno della casa. Questo rende obbligatorio che la porta sia bella. E benché, ovviamente, il gusto estetico sia un fatto squisitamente privato, esistono certamente criteri obiettivi – come il mantenimento in tutte le porte della casa dello stesso punto di colore del legno, e dell’identica fiammatura – che dimostrano come la porta sia stata prodotta non in serie, per essere conservata in magazzino, ma per un progetto preciso, e con un alto livello di qualità – e appunto, di bellezza.

Un secondo fattore che spesso viene sottovalutato ha invece a che vedere con l’aspetto funzionale della porta, intesa come oggetto che svolge il lavoro, non leggero, di aprirsi e chiudersi migliaia di volte. Una porta cigolante, che sveglia tutti gli abitanti della casa se aperta durante la notte, o una porta che si incastra nei battenti perché si gonfia con l’umidità, o ancora una porta che non rimane chiusa bene e si apre alla minima folata di vento, sono tutti elementi di microstress che, nella nostra casa, non dovrebbero essere presenti. È necessario che una porta funzioni in maniera perfetta, ogni volta, e quindi che sia confortevole.

Terzo e ultimo elemento di valutazione, da non confondere con il precedente, è infine il criterio di solidità. Un segno inconfondibile di una porta di scarsa qualità è quello di essere realizzata con materiali scadenti, più leggeri, proni a espandersi per l’umidità, al deformarsi con il tempo, a creparsi. Una porta di elevata qualità, invece, è costruita esclusivamente con materiali di prima scelta, come il listellare di legno massiccio, che la rende di una solidità a tutta prova.

Scegliere una tenda da sole

Le estati, ormai, sono talmente calde e afose dappertutto che di tende da sole Milano ne ha bisogno quanto città, come Roma o Napoli, che siamo tradizionalmente abituati a considerare molto più calde. Ciò nonostante sono ancora molte le case nelle quali questo genere di accessorio non viene installato: la ragione è probabilmente da ricercarsi in due fattori, da un lato quello del costo e dall’altro quello della convinzione che si tratti di un lusso abbastanza superfluo. A dire il vero, però, la giusta tenda da sole può essere non soltanto una spesa inutile, ma addirittura un’occasione di risparmio: la protezione dal calore, e quindi l’abbassamento della temperatura della casa, può farci risparmiare parecchio sulle spese del condizionatore.

Ma non sottovalutiamo il vantaggio dal punto di vista, oltre che delle spese e del consumo energetico, del semplice comfort. Una buona tenda da sole significa non avere più il fastidio di essere abbagliati dalla luce solare, per fare un esempio; e significa anche essere molto più protetti dagli effetti tristemente negativi di un’eccessiva esposizione ai raggi UV, che come è ormai noto possono causare conseguenze molto gravi sulla salute. La tenda da sole è perciò un acquisto che, per affrontare al meglio la bella stagione, non soltanto non è un lusso ma potrebbe a buon diritto essere considerato una necessità.

Teniamo naturalmente conto del fatto che il termine “tende da sole” è decisamente troppo generico per parlare di un prodotto che ha ormai numerose varianti e tipologie. A seconda, infatti, della precisa situazione in cui devono essere installate, abbiamo

– Tende a caduta, che sono dei pannelli verticali montati sulle finestre;
– Tende a falde, che scorrono orizzontalmente su un sostegno esterno andando a costruire una sorte di soffitto retraibile;
– Tende a bracci, che si allungano da una base assicurata al muro esterno per proteggere, ad esempio, un terrazzo; ce ne sono sia di manuali che di elettriche;
– Cappottine, tipiche cupolette di stoffa usate soprattutto per proteggere le vetrine dei negozi.

Scaldabagno gas a camera aperta: funzionamento e diffusione

Sono ormai circa 10 milioni le famiglie italiane che nella scelta del proprio impianto di riscaldamento hanno preferito optare per un impianto individuale con scaldabagni a gas a camera aperta.

Al momento dell’acquisto della propria caldaia, la prima distinzione da fare è quella tra gli scaldabagni a gas a camera aperta a camera aperta e quelli a camera stagna. Gli scaldabagni a gas a camera aperta, chiamati anche caldaie a tiraggio naturale, sono un particolare tipo di scaldabagno che per il suo funzionamento si approvvigiona di aria traendola, attraverso una piccola apertura frontale, dall’ambiente che la circonda. L’aria, infatti, è fondamentale per la combustione del gas. I fumi ed i gas di scarico della combustione degli scaldabagni a gas a camera aperta vengono convogliati verso l’esterno attraverso un sistema di tiraggio naturale.

Dato il loro particolare funzionamento, la legge stabilisce che gli scaldabagni a gas a camera aperta debbano essere collocati in un locale areato o preferibilmente all’esterno dell’abitazione. L’installazione di queste caldaie è possibile soltanto per sostituire un impianto dello stesso tipo già presente presso l’abitazione e, comunque, l’installazione di questi apparecchi non può avvenire nei bagni o nelle camere da letto.

Attualmente, esistono in commercio dei particolari modelli di scaldabagni a gas a camera aperta che possono essere posizionati su balconi e terrazze senza bisogno di ulteriori protezioni, come ad esempio armadietti o nicchie. Sono dotati, infatti, di particolari sistemi di protezione dagli agenti atmosferici che rendono superfluo l’uso di tali protezioni.
Infine, il particolare tipo di funzionamento degli scaldabagni a gas a camera aperta rende necessaria la presenza di un’apertura di ventilazione del locale, per permettere un corretto smaltimento dei fumi e gas di scarico ed il ricircolo dell’aria.

Tale apertura deve avere una superficie abbastanza ampia, paria a 0,4 metri quadrati, per permettere al gas di avere a disposizione la quantità di aria sufficiente per bruciare correttamente.