Guida ai video aziendali: cosa sono e come realizzarli

La realizzazione di un video aziendale si conferma come una strategia di successo per aziende desiderose di presentarsi, trasmettere valori, promuovere prodotti o servizi, formare dipendenti, coinvolgere il target di riferimento o conquistare nuovi clienti. In questo articolo, esploreremo le caratteristiche chiave di un video aziendale secondo Thirty Seconds, video production company di fama internazionale.

Video aziendali: Diverse tipologie per diversi obiettivi

I video aziendali, che comprendono varie tipologie, rappresentano uno strumento versatile per comunicare sia internamente che esternamente. Tra le principali categorie troviamo:

  1. Video Promozionali: Concentrati sulle caratteristiche commerciali di un prodotto o servizio, offrendo un'esperienza coinvolgente al consumatore.

  2. Video Pubblicitari: Simili agli spot televisivi, veicolati su diverse piattaforme per massimizzare la visibilità aziendale.

  3. Video di Formazione o Motivazionali: Utilizzati per formare dipendenti, divulgare procedure tecniche o motivare il personale.

  4. Video Testimonial: Mostrano clienti soddisfatti o invitano a raccontare esperienze, aumentando la credibilità aziendale.

  5. Video di Presentazione: Evidenziano punti di forza e mission aziendale, ideali per presentare l'azienda a clienti, sponsor e partner.

  6. Video per Eventi: Documentano e trasmettono il successo di eventi aziendali, amplificandone la brand awareness.

  7. Video Emozionali: Mirano a coinvolgere emotivamente lo spettatore, mettendo in secondo piano gli aspetti commerciali.

  8. Video Tutorial: Forniscono istruzioni dettagliate sull'utilizzo di prodotti o servizi, utili per utenti finali e collaboratori.

Perché Realizzare Video Aziendali?

La scelta di investire nella creazione di video aziendali è motivata da diversi vantaggi:

  • Coinvolgimento: La natura visiva e sonora dei video li rende immediati e coinvolgenti.
  • Memorabilità: Grazie alle emozioni trasmesse, i video si imprimono nella memoria a lungo termine.
  • Facile Condivisione: Distribuibili su varie piattaforme, facilitano la condivisione e possono diventare virali.
  • Completezza: Consentono di trasmettere molte informazioni in pochi minuti, offrendo un mezzo completo ed efficace.

Fasi di creazione dei video aziendali

La creazione di video aziendali richiede una pianificazione accurata suddivisa in tre fasi:

1. Fase di Pre-produzione:

  • Preparazione di storyboard e sceneggiatura.
  • Scrittura del voice-over e consegna agli attori.
  • Definizione di location, tempistiche e tipo di montaggio desiderato.
  • Sopralluoghi per ambienti aziendali e indicazioni agli attori.

2. Fase di produzione:

  • Realizzazione delle riprese concentrandosi sul messaggio chiave.
  • Cura della qualità dell'immagine, delle luci e dell'acustica.
  • Ampie riprese per garantire varietà e interesse nel montaggio.

3. Fase di post-produzione:

  • Montaggio del video con aggiunta di suoni e parlato.
  • Integrazione di musica ed effetti sonori di qualità.
  • Ottimizzazione per garantire un risultato finale professionale.

Consigli per creare video aziendali efficaci:

  1. Identificare Chiaramente il Target di Riferimento:

    • Analisi Demografica e Psicografica: Approfondire età, sesso, interessi e altre caratteristiche per adattare il messaggio al pubblico.
    • Comprendere le Esigenze: Identificare i problemi o le esigenze specifiche del target e offrire soluzioni mirate.
  2. Offrire Soluzioni a Problemi Specifici del Pubblico:

    • Creare Contenuti Utili: Fornire informazioni pratiche e soluzioni che siano di reale valore per gli spettatori.
    • Differenziarsi dalla Concorrenza: Mostrare come i prodotti o servizi dell'azienda risolvono problemi in modo unico rispetto alla concorrenza.
  3. Utilizzare un Tono di Voce Semplice e Diretto:

    • Comunicare Chiaramente: Evitare linguaggio complesso e puntare a una comunicazione chiara e comprensibile.
    • Umanizzare il Messaggio: Far emergere la personalità aziendale attraverso un tono autentico e vicino al pubblico.
  4. Mantenere il Focus sull'Argomento:

    • Evitare Divagazioni: Concentrarsi sul messaggio principale senza diluirlo con informazioni non rilevanti.
    • Strutturare il Contenuto: Organizzare il video in modo logico, seguendo una struttura che guida gli spettatori attraverso il messaggio.
  5. Coinvolgere lo Spettatore Fin dai Primi Secondi:

    • Scelte Visive Attraenti: Utilizzare immagini o sequenze iniziali che catturino immediatamente l'attenzione.
    • Introdurre il Tema Chiave: Presentare in modo chiaro il tema principale del video nei primi secondi.
  6. Concludere con una Chiara Call to Action:

    • Chiamate all'Azione Pertinenti: Definire azioni specifiche che si desidera che gli spettatori compiano dopo aver visto il video.
    • Incentivare la Partecipazione: Creare un senso di urgenza o offrire incentivi per spingere gli spettatori a rispondere alla chiamata all'azione.

Seguendo questi consigli, un video aziendale non solo raggiungerà il pubblico desiderato ma lo coinvolgerà attivamente, creando un impatto duraturo e contribuendo agli obiettivi aziendali. La chiave è creare contenuti che siano non solo informativi ma anche autentici, emozionanti e rilevanti per il pubblico di riferimento.

I migliori 3 strumenti SEO per analizzare la SEO di un sito web

Che la SEO svolga un ruolo fondamentale nel garantire la visibilità di un determinato sito o realtà web è fatto ormai noto, ma non sempre, soprattutto se si è agli inizi, si sa bene come padroneggiarla appieno per i propri scopi.

Indicizzazione, ottimizzazione e posizionamento sono i 3 capisaldi su cui essenzialmente si basa il successo di ogni sito, forum o blog, ecco perché è importante comprendere quali siano i migliori tool disponibili sul mercato per analizzare e possibilmente migliorare la SEO della propria realtà web.

I 3 migliori strumenti SEO

Google Analytics

Google Analytics è forse lo strumento SEO più conosciuto e utilizzato, anche in virtù del fatto che si tratta di un tool completamente gratuito.

Tool SEO realizzato e messo a disposizione da Google stesso, Google Analytics si caratterizza per l’estrema versatilità operativa e per una completezza funzionale davvero in grado di sapere rispondere alle esigenze SEO più disparate tanto del blogger amatoriale quando del professionista affermato del settore.

La stessa interfaccia iniziale è molto user friendly e dopo l’accesso iniziale alla piattaforma che può essere effettuato semplicemente tramite il proprio account Google, sarà già possibile ottenere un’analisi approfondita sul traffico di un sito.

Numero dei visitatori, tempo di permanenza su una determinata pagina, dispositivi utilizzati, monitoraggio attivo delle varie metriche, stima precisa delle pagine più performanti, analisi delle criticità riscontrate e degli aspetti migliorabili, sono solo alcuni dei fattori presi in considerazione da Google Analytics che si conferma essere quindi uno degli strumenti SEO più affidabili e preziosi.

Semrush

Semrush è un tool di analisi SEO del tutto gratuito, una delle soluzioni più apprezzate dagli utenti nonché una delle prime alternative a Google Analytics sia in termini di usabilità operativa sia di completezza e versatilità funzionale.

Una delle sue funzionalità più peculiari è quella denominata Dominio vs Dominio, mediante cui analizzare i siti web dei competitor al fine di individuare una propria nicchia di destinazione e conseguentemente incrementare il traffico e la viralità stessa del sito.

Interessante in tal senso anche la funzione che consente di monitorare attivamente l’andamento di traffico degli ultimi 12 mesi di una determinata keyword al fine di indicizzare e posizionare meglio il proprio sito.

Infine, degno di nota risulta essere lo strumento On-page SEO Chercker tramite cui accertarsi di tutte le classifiche e le analisi riguardanti il proprio sito web, come quelle relativo al traffico e alle visualizzazioni, e al contempo individuare gli aspetti migliorabili così da spiccare sui numerosi competitor.

In generale si sta parlando di uno degli strumenti di analisi SEO più completi e funzionali presenti sul mercato. Il fatto poi che sia totalmente gratuito rappresenta un vantaggio non da poco considerando la grande varietà di funzioni offerte.

SEO Zoom

SEO Zoom è l’esempio più lampante di strumento per analizzare la SEO di un sito web in grado di coniugare alla perfezione ricchezza di funzioni e potenza operativa.

Parliamo, infatti, di un tool tra i più apprezzati dai SEO specialist poiché consente di effettuare delle analisi molto approfondite mediante cui monitorare sia le performance del proprio sito sia quelle dei competitor.

Da un punto di vista delle funzioni di base, infatti, SEO Zoom può considerarsi come una delle prime alternative al già citato tool Semrush, tuttavia a differenza di quest’ultimo può vantare un database proprietario di keyword italiane a cui attingere per individuare in ogni occasione la parola chiave che possa fare al caso proprio.

La sua interfaccia è estremamente chiara, così come l’esecuzione delle funzioni di base. Discorso differente, invece, per le funzioni più avanzate che, come si può facilmente intuire, richiedono una certa dimestichezza e conoscenza del settore e comunque sia sono per lo più appannaggio di SEO specialist o comunque sia utenti avanzati.

Più che un tool è più corretto definirlo come una suite completa, una SEO suite, che è possibile sfruttare in versione gratuita se ci si vuole accontentare delle funzioni basiche o in modalità sottoscrizione di un abbonamento laddove si abbia bisogno di servirsi di funzioni più settoriali.

Consulenza SEO, cos’è e a chi rivolgersi per ottenere risultati

SEO, una descrizione generale

Col termine SEO (search engine optimization) si indicano tutte quelle operazioni che vengono svolte da un professionista del web per ottimizzare la ricerca di un sito o di un blog. Attraverso di esse il contenuto viene quindi indicizzato e posizionato nei primi posti dai motori di ricerca (ovvero nelle SERP, gli elenchi risultanti dalle ricerche su Google).

Tutte le tecniche SEO servono ad aumentare il volume di traffico nel sito attraverso il ranking. Più si è posizionati in alto nel motore di ricerca (si appare nella prima pagina), più sarà facile venire cliccati.

L'attività SEO può essere svolta on page, cioè direttamente sul contenuto della pagina web, con tag e keywords appropriate che devono essere sempre originali e mai copiate, oppure off page. L'attività SEO off page riguarda la gestione di tutti gli elementi esterni al sito, come ad esempio la generazione di link diretti da altre pagine. In particolare il SEO off page mira a creare link in entrata da fonti autorevoli, rendendo i contenuti più attraenti anche per i siti di settore.

A cosa serve l'attività SEO

Chi cerca qualcosa su Internet, generalmente si serve di Google. Non essere indicizzati sul principale motore di ricerca significa non esistere, al giorno d'oggi.
Un sito però ha bisogno anche di un'architettura stabile, che oltre a seguire le linee guida di Google, sia progettato in modo da garantire la massima visibilità. Tutto questo è possibile solo grazie a un buon lavoro SEO.

Nel caso di siti e-commerce, l'attività SEO serve a gestire la catalogazione della merce e promuoverla con advertising ad hoc posizionato in modo da risultare allettante, per far sì che le visite diventino vendite.
SEO significa anche riuscire a fare brand awareness e migliorare la reputazione di un marchio o di un sito attraverso strategie precise che ne accrescono il valore e ne consolidino la presenza sul web.

Chi è il consulente SEO e perchè rivolgersi a un esperto SEO

É chiaro che svolgere da soli tutta l'attività SEO è impensabile se non si ha una certa padronanza degli strumenti informatici essenziali per farlo.
Basti pensare che molta dell'attività SEO si occupa della struttura interna del sito, cioè dell'ossatura stessa delle pagine, per cui è necessario avere un minimo di dimestichezza con la programmazione e la manipolazione dei codici sorgente.
Per questo motivo è bene affidarsi ad un esperto competente in grado di erogare un servizio di consulenza SEO realmente efficace e utile per il cliente.

Il consulente SEO è una figura professionale che non solo si occupa della gestione delle pagine per l'indicizzazione, ma elabora una strategia a lungo termine per far sì che il sito sia sempre posizionato nel migliore dei modi.
Un buon lavoro SEO infatti deve essere continuativo, e un esperto saprà come aggiornare le pagine in modo che il sito sia sempre posizionato nelle SERP, permettendo ai potenziali clienti e lettori di trovarlo subito, appena ne hanno bisogno.
Una parte dell'attività SEO è dedicata al puro copywriting (SEO copywriting), cioè la creazione di contenuti aggiornati, accattivanti, che siano utili e rilevanti per l'utente.

Essere ai primi posti è quindi un modo indiretto di aumentare la Brand reputation e acquisire sempre più valore, incrementando la fetta di utilizzatori (e magari avere anche il tanto agognato traffico di ritorno).
Fare web marketing senza SEO è quindi impossibile, le due cose sono strettamente connesse e solamente una persona competente è in grado di farlo nel modo giusto.

Progettare un volantino

L'ispirazione professionale per la progettazione e la stampa volantini può essere un percorso eccitante. Ma cosa deve contenere un volantino? Come lo facciamo sembrare fantastico? Analizziamo alcuni suggerimenti per la progettazione di volantini professionali, perfetti per il tuo prossimo progetto:

Funzione prima della forma

Prima di distrarci con le cose divertenti del design, facciamo un controllo della realtà. Potresti voler trasformare il tuo nuovo volantino aziendale in un capolavoro di Michelangelo, ma realisticamente la maggior parte delle persone non lo vedrà affatto in quella luce.
Che tu stia pubblicizzando una vendita di computer o una serata in discoteca, devi ricordare che il tuo nuovo volantino aziendale deve essere abbastanza sorprendente da essere preso e guardato. Questa è una parte fondamentale di come realizzare volantini professionali. Le informazioni su di esso devono anche essere abbastanza chiare e concise da convincere quella persona a dare un'occhiata al tuo negozio o a partecipare al tuo evento.

Dovrai anche considerare domande come:

  • Cosa dovrebbe includere un volantino informativo?
  • Cosa rende un volantino un buon volantino?
  • Che aspetto ha un volantino professionale?
  • Cosa distingue un volantino informativo?

Le risposte fanno tutte parte del percorso di progettazione.

Dare priorità alla funzione rispetto alla forma prima di iniziare a progettare ti aiuterà a mettere le cose in ordine. Naturalmente, il design gioca un ruolo significativo, ma non è necessariamente il volantino progettato con gusto che spingerà i pulsanti giusti.

Prendi nota di questa lista di controllo e rivedi il tuo nuovo volantino all'inizio e alla fine del processo di progettazione per assicurarti che sia conforme ad alcuni o tutti questi punti. Fanno tutti parte di come creare un buon volantino aziendale:

  • Mantieni le informazioni concise. Modifica il contenuto del testo fino alle sole informazioni essenziali. La capacità di attenzione di un lettore di volantini è estremamente breve, quindi fai in modo che ciò che leggono in quella frazione di secondo conti.

  • Rendi le informazioni facili da leggere. Assicurati che le dimensioni dei tuoi caratteri siano grandi e non aver paura di lasciare che un'intestazione grande e audace domini gran parte del volantino promozionale. Questo è uno dei consigli più importanti per realizzare un volantino.

  • Rendi i dettagli di contatto e altre informazioni essenziali immediatamente accessibili. Scrivi l'indirizzo di un sito Web in un colore in grassetto o assicurarsi che la data e l'ora di un evento o di una vendita vengano ampliate su larga scala.

  • Applica un atteggiamento QCVEQCC (Quello che vedi è quello che conta). Se vendi un prodotto, assicurati di includerne un'immagine. Potrebbe sembrare semplice buon senso, ma dare al lettore un aspetto visivo da abbinare a un elemento di testo aiuterà il tuo volantino informativo a convertire le vendite molto più facilmente. Tratta il tuo volantino aziendale come una vetrina. I negozi mettono in mostra i loro prodotti perché sanno che le persone alla fine comprano con i loro occhi. Quando si considera come realizzare un volantino professionale, ha senso. Abbiamo bisogno di forti associazioni visive con l'obiettivo.

Etichette adesive per cosmetici: come trasmettere l’eleganza e la seduzione del prodotto

Le etichette per cosmetici devono necessariamente riportare tutte le informazioni circa la composizione del prodotto. Allo stesso tempo però, le etichette per cosmetici hanno lo scopo di far conoscere il Brand e di raccontare l’essenza e la qualità del prodotto che rappresentano. Per raggiungere questo importante obiettivo di comunicazione è necessario studiare e progettare con cura e precisione ogni dettaglio grafico, ma non solo. I materiali utilizzati per la creazione delle etichette adesive da apporre sul prodotto sono altresì importanti, in particolare per quanto riguarda i cosmetici. I supporti scelti devono risultare resistenti agli olii e alle sostanze presenti nel cosmetico rispondendo perfettamente alle esigenze della tipologia di packaging scelto. 

Per assolvere a tutte queste caratteristiche è indispensabile rivolgersi ai professionisti del settore che analizzano e studiano il target a cui si riferisce il prodotto al fine di individuare qual è il packaging più accattivante, in grado di colpire efficacemente il consumatore e indurlo all'acquisto. 

Etichette per cosmetici: ILMA leader nella progettazione e stampa di etichette dal 1960

ILMA è un'importante azienda italiana con sede a Grugliasco, in provincia di Torino, che si propone come partner professionista per la realizzazione di etichette per cosmetici di alta qualità. Ogni proposta di ILMA viene personalizzata con materiali e lavorazioni speciali in grado trasformare il semplice contenitore del prodotto in una piccola opera d’arte. Le etichette realizzate dall’azienda piemontese vengono ideate in collaborazione con le migliori agenzie di comunicazione specializzate nel packaging di prodotto, le quali studiano costantemente gli ultimi principi del neuromarketing, ovvero la psicologia di acquisto del consumatore.
A partire dal concept creativo dell’azienda committente, viene studiato un progetto ad hoc che implica la scelta dei materiali più idonei e delle tecniche di stampa più adatte all’obiettivo di comunicazione da raggiungere.

Soluzioni intelligenti per promuovere le etichette per cosmetici

Come già accennato, le etichette per cosmetici devono rappresentare l’identità del Brand nella sua totalità. ILMA sarà in grado di consigliare le migliori nobilitazioni al fine di raccontare il prodotto attraverso elementi grafici unici e personalizzati. Una delle lavorazioni più richieste sono, ad esempio, le smart solution. Grazie alla combinazione di sfondi, geometrie ed elementi grafici si ha la possibilità di ottenere una combinazioni  infinite di varianti. Gli elementi grafici scelti potranno essere ingranditi, ruotati, rimpiccioliti e moltiplicati in modo casuale per creare pattern sempre nuovi e sorprendenti.

Scegliere questa particolare nobilitazione significa regalare alle etichette dei tuoi cosmetici la massima personalizzazione e sicurezza. Con le smart solution, è possibile, infatti, creare delle etichette anticontraffazione praticamente impossibili da replicare.

Elenchi commerciali: farsi pubblicità

Avete un’azienda da far fruttare? Volete aumentare la visibilità della vostra attività e puntare su una clientela mirata? Gli elenchi di nominativi allora fanno per voi. Trattasi infatti di utili liste on line (e non solo) atte proprio allo scopo di pubblicizzare qualunque tipo di azienda vi metterete sopra, e in meno di quello che pensate, facendovi pubblicità, accrescerete la visibilità della vostra attività aziendale, e il piccolo imprenditore che è in voi, potrà sentirsi appagato e felice, sia per la velocità che l’efficienza di tale metodologia.

Gli elenchi commerciali, come già detto, servono per farsi pubblicità, ma di metodi basati proprio su questi elenchi commerciali ve ne sono di parecchi, e fra questi abbiamo il Telemarketing, famoso per la sua ostinazione e fastidio che provoca nei clienti, e che dovrà pertanto essere condotto con intelligenza.

Anche in un mondo dove capita che le telefonate commerciali vengano rifiutate a priori, senza ritegno e senza stare a sentire per davvero ciò che ci viene offerto, soprattutto dai privati, un telemarketing per l’appunto condotto con intelligenza è uno strumento prezioso per completare una campagna di comunicazione e pubblicità aziendale ben strutturata.

I possibili tipi di telemarketing sono essenzialmente due. Questi sono i tipi di telemarketing: il tipo Outbound, ovvero dove si contattano telefonicamente i destinatari di una campagna di comunicazione, e il tipo Inbound, dove si ricevono le telefonate del pubblico, stimolate, ad esempio, da una campagna in corso.

Mentre la prima ha una funzione preziosa nel raggiungere determinate categorie di clientela più sensibili ad un contatto “a voce”, la seconda è davvero insostituibile per ciò che concerne il monitoraggio del successo di una campagna, o al supporto di un’iniziativa come quella, ad esempio, di Customer Satisfaction.

Grazie agli elenchi commerciali potrete insieme, studiare come un contatto telefonico potrà darvi i migliori risultati, e come integrarlo con le altre iniziative di comunicazione che state intraprendendo; successivamente, saranno altri operatori ad essere istruiti sull’azione da intraprendere e a seguire in maniera diretta il contatto con la clientela a cui puntate.

Non è questione di budget ma di idee

Far parlare di sé! Più la competizione cresce, più sale il numero di aziende nel nostro spazio, più ci troviamo a fare i conti con prodotti simili o addirittura equivalenti al nostro, più diventa rilevante, quando non addirittura vitale, occuparci di fare in modo che la clientela si ricordi di noi, parli dei nostri prodotti, riconosca il nostro nome in mezzo a mille altri. Ed è tutto un gareggiare a far stampare nomi e loghi sui nostri sacchetti plastica, su dei semplici portachiavi, su penne e matite… qualsiasi evenienza sembra buona per mettere il nome e il simbolo della nostra attività davanti agli occhi di tutti, nella speranza di incuriosire qualcuno. E disgraziatamente, nel far questo, dimentichiamo una obiezione importantissima: che non ci serve , o quantomeno non ci basta, essere visti da “chiunque”.

Lo sappiamo, lo sappiamo. La domanda che potrebbe nascere spontanea è “Ma non è sempre meglio essere conosciuti da tutti, o almeno da più gente possibile? Questo non moltiplica le probabilità di farsi vedere, conoscere, e in conclusione di vendere?” La risposta sincera ed esatta a questa domanda è, purtroppo, “Non sempre, e spesso ad un costo eccessivo.”

Spieghiamoci meglio. Da un lato può apparire logico e assolutamente evidente che, se quando ci conoscono in dieci chiuderemo quattro vendite, allora facendoci conoscere da cento chiuderemo quaranta vendite. Purtroppo, come molte cose completamente evidenti, questa non tiene conto di un fattore importante: più allarghiamo il raggio della nostra comunicazione (a QUANTE persone parliamo) più includiamo nel nostro pubblico persone a cui di noi… non interessa niente. Nel frattempo, però, c’è qualcosa che aumenta di pari passo col dilatarsi di tale raggio – e sono i costi da sostenere per comunicare a tutti.

Quindi è scorretto parlare a più persone, ampliare il proprio pubblico? No, ovviamente no: sarebbe un’affermazione assurda. Ma è sbagliato – o per essere precisi, è inefficiente – cercare di allargarlo indiscriminatamente. Costa sempre di più, ed è sempre più un gridare nel vuoto. Molto più intelligente è sforzarsi di mirare bene, e a bassi costi, la propria comunicazione, rendendola forse anche originale. Un esempio?

Anni fa, in Olanda, un’azienda che vendeva online giocattoli per cani lasciò nei parchi frequentati dai padroni di cani per farli giocare migliaia e migliaia di palline da tennis, esattamente come quelle vecchie e rovinate che generalmente si tirano perché il cane ce le riporti. Ma su ciascuna delle proprie stampò il proprio sito web, il proprio nome, e lo slogan “La prossima volta, prova qualcosa di diverso”. Il meccanismo era facile: il padrone tirava la propria palla da tennis, che finiva in mezzo all’erba e a quelle personalizzate dall’azienda. Il cane, prima o poi, finiva con il riportare al padrone una di quelle nuove – colpendolo con un’idea originale (molto più di un sacchetto), nel momento giusto (stava già giocando con il proprio cane), a basso costo (palline da tennis con poche righe di stampa) e dandogli un oggetto facile e simpatico anche da far vedere ad altri conoscenti con un cane.

Un esempio splendido di Guerrilla marketing!!

Marketing: vale più l’idea dell’investimento

Quando pensa ad una campagna, o a una qualunque azione, di marketing, la considerevole maggioranza degli imprenditori è istintivamente portata a mettersi le mani nei capelli: le si prospettano costi gravosi, leggi e regole incomprensibili, e risultati incerti. Per fortuna, questa idea del marketing non è solo pessimistica: è proprio sbagliata. In nessun modo e per nessuna ragione il buon marketing deve essere oscuro e soprattutto costosissimo: tutt’altro, anzi, specialmente secondo Jay Conrad Levinson, che ha coniato l’espressione, e la filosofia, “Guerrilla Marketing”. E come la Guerriglia è uno stile di lotta non convenzionale, così il guerrilla marketing genera visibilità e contatti in modo non convenzionale – e no, non pensate soltanto a borse personalizzate, portachiavi e gadget vari…

Vogliamo un esempio? Andiamo all’inizio, a quello che può proprio essere considerato il primo esempio – parecchio “ante litteram” – di guerrilla marketing di cui abbiamo notizia. Dobbiamo fare un bel salto indietro, di un secolo circa, e spostarci negli Stati Uniti. All’inizio del secolo scorso, i cataloghi di acquisti postali (un po’ come il nostro più recente Postalmarket) erano l’Internet dell’epoca, e a fare furore erano, più di tutti gli altri, due aziende fra loro concorrenti – e avversarie in quel tenore furibondo e senza esclusione di colpi così particolare di quegli anni: la Wards e la Sears. E queste due aziende si trovavano davanti ad un nodo non irrisorio, anzi preoccupante, e ben noto anche a molte loro omologhe di oggi: avevano pressochè saturato, e spartito fra loro, il mercato. Sulla distribuzione avevano fatto tutto il possibile: in ogni casa c’era un catalogo della Wards e uno della Sears. Sul fronte dei prezzi, e della gamma d’offerta, erano allineate. Erano, in pratica, completamente sostituibili – il che rendeva difficilissimo strappare clienti all’avversario.

In questi casi, dove i mezzi convenzionali sono stati usati tutti, e assaltare in stile tradizionale sarebbe estremamente costoso, è il guizzo di genio che sta alla base del Guerrilla Marketing a poter fare la differenza. E quel guizzo di genio l’ebbe il signor Wards, che prese una iniziativa semplicissima: fece stampare i suoi nuovi cataloghi in un nuovo formato – leggermente più piccolo rispetto a quello del catalogo Sears.

Se vi sembra una decisione trascurabile, riflettete ancora un po’. Come riponete – come riponiamo tutti – le riviste e I cataloghi che magari tenete appoggiate su un tavolino? Evidentemente, per tenerle ordinate ed evitare che si rovescino, le impilate, mettendo sotto le più grandi, e sopra quelle di formato più ristretto. E in questo modo, come vedete, Wards aveva ottenuto il risultato importantissimo, e spesso decisivo, di assicurarsi che il suo catalogo venisse visto e consultato prima di quello della Sears – il che, spesso, era bastante ad assicurarsi una vendita in più.

Brillante? Assolutamente sì. Ma come tutte le idee geniali, ha un difetto: non funziona se la si copia. Il Guerrilla marketing è un modo di vedere il mercato e la promozione, e richiede attenzione, intuito, e tempestività – e soprattutto, una grandissima capacità di adattamento. Non dimenticate che, quando pochi anni dopo venne il momento di aprire negozi nei grandi centri commerciali che nascevano nelle più importanti città degli Stati Uniti, Wards si fece scappare l’occasione – e fu definitivamente superato da Sears. Per fare Guerrilla, occorre stare sempre all’erta!